Ardath

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Ardath: storia di un marchio svizzero tra innovazione e immersioni

Nel panorama dell’orologeria svizzera, il marchio Ardath rappresenta un caso particolare. A differenza di molte maison storiche che vantano oltre un secolo di attività, la sua storia si sviluppa nell’arco di circa sessant’anni. Nonostante questa durata relativamente breve, l’azienda seppe lasciare un segno soprattutto tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’70, grazie a modelli tecnicamente interessanti e spesso piuttosto originali.
Tra le creazioni più rappresentative figurano orologi subacquei, modelli con doppio fuso orario e alcuni innovativi segnatempo femminili con elementi intercambiabili. Il più famoso rimane però il Denis Diver, oggi molto ricercato dagli appassionati di orologi vintage.

Le origini: Edmond Dreyfuss e la nascita di Ardath

Il marchio nacque nel 1935 a La Chaux-de-Fonds, uno dei centri più importanti dell’industria orologiera svizzera. Il fondatore, Edmond Dreyfuss, registrò il nome Ardath poco prima di avviare ufficialmente la propria attività.
Negli anni immediatamente successivi l’azienda consolidò la propria struttura produttiva. Un passaggio significativo avvenne nel 1939, quando Ardath acquisì la manifattura Arthur Béguelin, conosciuta anche come AB Watch, situata a La Heutte. Questa operazione offrì alla giovane azienda nuovi spazi e capacità produttive.
Nel 1941 la sede fu trasferita a Ginevra, città che rappresentava un vero e proprio simbolo dell’alta orologeria svizzera. Oltre al prestigio del luogo, la scelta rispondeva anche a ragioni economiche, poiché il cantone offriva condizioni fiscali più favorevoli.

Due anni più tardi l’azienda assunse la denominazione Dreyfuss & Cie, Montres Ardath, segnando l’ingresso nella gestione di Franco Quadri, genero del fondatore.

Il dopoguerra e l’espansione internazionale

Dopo la Seconda guerra mondiale l’industria orologiera svizzera conobbe una fase di forte crescita e Ardath seppe inserirsi con successo in questo contesto favorevole.
L’azienda propose una gamma piuttosto completa di orologi da polso:
Modelli sia manuali che automatici
cronografi
orologi impermeabili
segnatempo eleganti da donna
Questa varietà consentì al marchio di espandere la propria presenza sui mercati esteri.
Alla morte di Edmond Dreyfuss, nel 1954, la guida dell’azienda passò alla figlia Paulette Dreyfuss insieme ai collaboratori Enrico Mottironi e Fredy Zaugg. La nuova direzione puntò decisamente sull’innovazione e sull’ampliamento delle collezioni.
Nel 1956 fu inaugurato un nuovo stabilimento a Ginevra, segno della fiducia dell’azienda nelle prospettive del mercato.

Gli anni Sessanta: il periodo più creativo

Tra la fine degli anni ’50 e la metà degli anni ’60 Ardath introdusse diversi modelli che oggi rappresentano il cuore della produzione storica del marchio.
Tra i più noti si ricordano:
Reefguard, uno dei primi diver della casa
Long Distance, orologio con doppio fuso orario
Convertible Seven, modello femminile con lunette intercambiabili
Versatile, con quadrante sostituibile
Stell Diver, un diver progettato per il pubblico femminile
Questi modelli riflettevano i cambiamenti sociali del periodo: aumento dei viaggi internazionali, diffusione degli sport subacquei e maggiore attenzione al design nel mercato femminile.

Il Denis Diver: il subacqueo simbolo di Ardath

Il modello che più di ogni altro rappresenta il marchio è il Reefguard Denis Diver, introdotto nei primi anni 60;
È il primo diver a marchio Ardath.
Il nome “Denis” non è del tutto documentato nelle fonti ufficiali. Alcuni studiosi ipotizzano che possa riferirsi a un distributore o a un collaboratore commerciale coinvolto nel progetto, ma non esiste una conferma definitiva.
Caratteristiche principali
Il Denis Diver possedeva tutte le caratteristiche tipiche dei diver professionali dell’epoca:
cassa in acciaio
lunetta girevole per il calcolo dei tempi di immersione
quadrante con indici e lancette luminescenti
impermeabilità dichiarata di 100 metri
Il movimento utilizzato era un calibro automatico disponibile sia in versione semplice sia con datario.
I quadranti erano generalmente neri o bianchi, ma alcune versioni presentavano un dettaglio grafico piuttosto raro: una piccola figura di subacqueo stampata sul quadrante.

Le numerose varianti del Denis Diver

Una delle ragioni del fascino di questo modello è la grande varietà di versioni prodotte nel corso degli anni.
Tra le varianti conosciute si trovano:
modelli con il solo nome Denis Diver sul quadrante
versioni Reefguard Denis Diver
casse con impermeabilità aumentata fino a 200 metri
fondelli incisi con la figura di un subacqueo
lunette con indicazione del tempo mondiale
Nonostante queste differenze, la forma della cassa rimase sostanzialmente invariata, diventando una delle caratteristiche distintive del modello


Denis Diver Ore del Mondo
"Universel"


L’evoluzione dei diver Ardath

Negli anni successivi Ardath continuò a sviluppare la propria linea subacquea.
Nel 1967 venne introdotto il Reef-Diver, dotato di:
impermeabilità fino a 200 metri
cassa più robusta
protezione della corona
sistema di blocco a quarto di giro

All’inizio degli anni ’70 apparve invece il D-Diver, che riprendeva l’impostazione tecnica del modello precedente con alcune modifiche estetiche.

Nel 1966 la casa presentò anche lo Stell Diver, un raro esempio di orologio subacqueo progettato specificamente per le donne, caratterizzato da una cassa quadrata e impermeabilità fino a 200 metri.

Il Long Distance: l’orologio per l’era dei viaggi intercontinentali

Tra i modelli più curiosi prodotti da Ardath figura il Long Distance, lanciato nel 1962.
Questo orologio era pensato per chi viaggiava frequentemente tra diversi paesi e permetteva di leggere simultaneamente due fusi orari.
La particolarità tecnica era la presenza di due movimenti indipendenti:
un movimento automatico con data prodotto da ETA
un movimento manuale fornito da Fontainemelon
Per mantenere dimensioni contenute vennero utilizzati movimenti di piccole dimensioni, normalmente destinati agli orologi femminili.
Una versione piuttosto rara, denominata Wisdom, era pensata per i mercati del Medio Oriente e permetteva di seguire gli orari durante il mese del Ramadan.

Creatività nel design: i modelli trasformabili
Ardath si distinse anche per alcune soluzioni molto originali nel settore degli orologi da donna.

Convertible Seven

Presentato nel 1962, questo modello veniva venduto con sette lunette colorate che potevano essere sostituite facilmente per adattare l’orologio allo stile o all’abbigliamento.

Versatile

Ancora più innovativo era il modello Versatile, introdotto nel 1964.
Questo orologio permetteva addirittura di cambiare il quadrante: una serie di quadranti colorati poteva essere inserita lateralmente nella cassa, grazie a un sistema composto da elementi in due parti che si aprivano attorno alle lancette.

Gli ultimi anni e la fine dell’azienda

A partire dalla metà degli anni ’70 l’industria orologiera svizzera fu profondamente colpita dalla cosiddetta crisi del quarzo, causata dalla concorrenza degli orologi elettronici giapponesi.
Per reagire, Ardath cercò di spostarsi verso una fascia più alta del mercato, introducendo collezioni come:
Styling of Geneva
Fashion of Geneva
Alverna, destinata soprattutto ai paesi del Golfo
Negli anni ’80 venne utilizzato anche il marchio Paul Ardent per modelli realizzati in materiali più preziosi.

Nonostante questi tentativi, la competizione nel settore del lusso risultò troppo intensa e l’azienda non riuscì a mantenere la propria posizione sul mercato.
Nel 1995 Ardath dichiarò definitivamente fallimento, chiudendo la propria attività.
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