Ervin Piquerez SA - EPSA
Share
Storia di Ervin Piquerez SA (EPSA): ingegneria svizzera, intuizione e rivoluzione subacquea
Ci sono aziende che diventano celebri per il nome inciso sul quadrante, e altre che operano nell’ombra, lasciando però un’impronta profonda nella storia dell’orologeria. Ervin Piquerez SA — meglio conosciuta come EPSA — appartiene a questa seconda categoria: una realtà discreta ma decisiva, capace di trasformare il concetto stesso di cassa impermeabile e di influenzare alcuni tra i più iconici orologi subacquei del Novecento.
La storia della famiglia Piquerez è quella di una continua reinvenzione, un percorso fatto di tentativi, crisi e improvvise accelerazioni innovative, perfettamente in linea con lo spirito industriale svizzero del XX secolo.
Dalle difficoltà iniziali alla svolta inattesa
Prima della Seconda Guerra Mondiale, i Piquerez erano produttori di casse per orologi nel Giura svizzero. Tuttavia, il mercato era già dominato da fornitori affermati e i risultati commerciali furono inizialmente modesti. Dopo decenni di sforzi senza un vero salto di qualità, la famiglia prese una decisione che oggi può sembrare sorprendente: diversificare radicalmente.
Un brevetto del Novembre 1908 per orologi da tasca dove lunetta e fondello sono a vite
Nel 1935 venne avviata la produzione di biciclette a Bassecourt. Non fu solo una scelta opportunistica ma un’intuizione strategica: con lo scoppio della guerra e la conseguente scarsità di carburante, la bicicletta diventò un mezzo di trasporto indispensabile in Svizzera e nei paesi limitrofi. Questa attività garantì stabilità finanziaria proprio mentre molte aziende orologiere affrontavano difficoltà.
Un dettaglio poco noto è che alcune tecniche di lavorazione dei metalli sviluppate per i telai delle biciclette — in particolare nella deformazione controllata e nelle tolleranze di precisione — contribuirono indirettamente all’evoluzione delle future casse EPSA.
La visione di Ervin Piquerez
La vera rinascita arrivò con Ervin Piquerez, figura chiave nella trasformazione dell’azienda da semplice fornitore a protagonista tecnologico.
Nel 1939 nacque ufficialmente Ervin Piquerez SA (EPSA), con l’obiettivo di ripensare le casse per orologi non solo come contenitori estetici, ma come sistemi ingegneristici complessi.
Negli anni successivi EPSA sviluppò una cultura aziendale fortemente orientata alla ricerca tecnica. Non a caso, la società registrò circa 200 brevetti relativi a vetri, sistemi di lunette, soluzioni per corone e soprattutto casse avanzate per l’impermeabilità.
Nel 1951 il trasferimento di parte delle attività a La Neuveville segnò un momento cruciale: la vicinanza con altre maison e fornitori facilitò collaborazioni trasversali e una diffusione più rapida delle innovazioni
Nel periodo di massima espansione La EPSA era a livello di numeri il più grande produttore di casse svizzero
Servizi Offerti Anno 1975

Ma la Piquerez SA si occupava anche di:
SERVIZI:
Creazione e Styling
Realizzazione di manichini e prototipi
Analisi del valore del prodotto
Gestione personalizzata di ogni cassa
Pianificazione e programmazione complessiva delle attività
Redazione del fascicolo tecnico completo
Fabbricazione di utensili per stampaggio e altro
Produzione completa di casse per orologi
Controllo qualità del prodotto finito
Assistenza post-vendita
Servizio di riparazione
PRODOTTI:
Casse impermeabili in acciaio sagomate o rotonde
Casse impermeabili in acciaio con i nostri sistemi:
Compressore 2 - Compressore 3 - Supercompressore
Casse impermeabili in metallo sagomate o rotonde
Casse per cronografi
Casse per orologi subacquei
Casse non impermeabili 2 o 3 pezzi in acciaio o metallo con fondello in acciaio
Casse in oro
RIVESTIMENTI SPECIALI:
NERO OPACO Rivestimento nero opaco testato da Combat Center
ROTEL DX - Antigraffio circa 1000 Vickers su metallo e acciaio
RIVESTIMENTI CONVENZIONALI:
Galvanotecnica, rodiatura, placcatura, lucidatura, sabbiatura, cromatura
spazzolatura-satinatura
Il genio del sistema Compressor
Il vero punto di svolta arrivò nel 1953 con il brevetto di una nuova concezione di cassa impermeabile: il sistema Compressor.
A differenza delle casse tradizionali, che richiedevano fondelli estremamente serrati per garantire la tenuta stagna, EPSA introdusse un’idea rivoluzionaria: sfruttare la pressione dell’acqua stessa per migliorare l’impermeabilità.
Il principio era tanto semplice quanto geniale:
maggiore profondità = maggiore pressione esterna;
maggiore pressione = compressione progressiva della guarnizione;
migliore compressione = migliore impermeabilità.
Questo significava che l’orologio diventava più sicuro proprio quando ne aveva più bisogno.
Un aspetto spesso trascurato è che la pressione ridotta sulle guarnizioni fuori dall’acqua diminuiva l’usura, rendendo le casse Compressor sorprendentemente longeve e più facili da mantenere rispetto a molte alternative contemporanee.
Super Compressor: l’icona nascosta dell’orologeria subacquea
Nel 1954 EPSA portò il concetto ancora oltre con la tecnologia Super Compressor, destinata a diventare una firma di eccellenza per orologi subacquei vintage.
Le casse Super Compressor si riconoscono spesso per le due corone (ma erano presenti anche singola corona) — una per la regolazione dell’ora e una per la lunetta interna — ma ciò che le rendeva speciali era il fondello a molla che aumentava la pressione sulla guarnizione all'aumentare della profondità.
I Super Compressor erano progettati per mantenere una certa elasticità strutturale, una caratteristica che oggi sarebbe definita “compliance meccanica”, anticipando concetti moderni di ingegneria applicata agli orologi subacquei.
Tra i marchi che adottarono questa soluzione troviamo nomi prestigiosi come:
Jaeger-LeCoultre, Hamilton, Bulova, Wittnauer, Benrus, IWC, Blancpain, Bucherer, Tissot, Universal Genève ecc..
Un dettaglio curioso e interessante: molte maison non pubblicizzavano esplicitamente l’origine della cassa, posizionando l'incisione del Palombaro (logo EPSA) e dei brevetti all’interno del fondello, lasciando a vista il proprio marchio che poi era inciso anche sul quadrante — una sorta di firma segreta per i collezionisti o un voler "appropriarsi" di un lavoro di ingegneria tecnica come in House
Il declino nell’era del quarzo
Nonostante il successo tecnico, gli anni Settanta portarono cambiamenti radicali. La crisi del quarzo e la trasformazione del design sportivo spostarono l’attenzione verso casse monoblocco, sistemi a vite più massicci e nuove soluzioni industriali.
EPSA, fortemente legata alla filosofia Compressor, non riuscì a reinventarsi con la stessa forza innovativa. La produzione delle celebri casse subacquee venne gradualmente interrotta e l’azienda perse progressivamente rilevanza.
All’inizio degli anni Novanta avvenne la liquidazione definitiva, chiudendo un capitolo fondamentale ma spesso sottovalutato della storia orologiera svizzera.
Un’eredità che continua a vivere
Oggi le casse Super Compressor sono tra le più ricercate dai collezionisti e continuano a influenzare il design contemporaneo. Molti marchi moderni reinterpretano quel linguaggio tecnico ed estetico, dimostrando quanto le intuizioni di Ervin Piquerez siano ancora attuali.
EPSA rimane un esempio affascinante di come l’innovazione più significativa possa nascere lontano dai riflettori, nei laboratori di ingegneri che lavorano non per la gloria del marchio, ma per risolvere problemi concreti con eleganza e ingegno.
Approfondimento

Il progetto Compressor ha sviluppato diverse versioni vediamo nel dettaglio a cosa erano associati i brevetti:
Brevetto 313813
CASSA COMPRESSOR


Nella configurazione "base", il fondello non era rigidamente serrato in modo permanente, ma a pressione e progettato per consentire un minimo movimento assiale controllato.
La pressione dell’acqua esercita una forza verso l’interno.
Il fondello viene spinto contro la guarnizione.
La guarnizione aumenta la propria deformazione elastica.
Ne deriva un incremento della superficie di contatto e della tenuta.
Questo approccio differiva dalle casse a fondello avvitato tradizionali, nelle quali la compressione della guarnizione è statica e determinata dalla coppia di serraggio iniziale.
Brevetto 314962
CASSA COMPRESSOR A BAIONETTA (utilizzato in esclusiva per Enicar)
Il sistema detto anche EPSA-STOP rappresentava un’evoluzione del principio Compressor.
La caratteristiche principale erano il fissaggio del fondello tramite innesto a baionetta con rotazione limitata e il mantenimento della capacità di compressione dinamica sotto pressione.
La soluzione a baionetta permetteva un assemblaggio più rapido e un controllo più preciso del carico iniziale sulla guarnizione rispetto a un semplice sistema a scatto.
Questa soluzione fu un esclusiva per Enicar

Brevetto 317537
Brevetto 337462
CASSA SUPER COMPRESSOR



Il termine “Super Compressor” identifica una specifica architettura di cassa EPSA che integra:
fondello avvitato progettato per mantenere il comportamento di compressione dinamica;
generalmente doppia corona Monoflex (una per la carica/regolazione e una per la rotazione della lunetta interna), ma anche singola corona.
Sia cassa da 36 mm che cassa da 42 mm
ottimizzazione della distribuzione delle forze lungo la guarnizione per resistere a profondità maggiori.
Il sistema combinava quindi i vantaggi di un fondello filettato — maggiore sicurezza meccanica — con il principio funzionale del compressore.
Brevetto 420999
CASSA COMPRESSOR 2 (Casse di Forma)



Sistema MONOFLEX (corona a compressione)
EPSA sviluppò anche un sistema specifico per la corona, denominato MONOFLEX brevettato nel 1956 con la funzione di introdurre una certa elasticità controllata tra corona e stelo e ridurre le sollecitazioni meccaniche trasmesse alla guarnizione.
Migliorando cosi la tenuta stagna sfruttando anch’essa la pressione esterna.
Questo rappresentava un’estensione del concetto di impermeabilità dinamica applicato ai punti critici della cassa.
Erano contraddistinte esteticamente e visivamente da un tratteggio incrociato che andava a ricoprire la parte superiore della corona.


Lunetta Girevole Interna
Un altro elemento caratteristico delle casse EPSA era la lunetta interna rotante.
Vantaggi tecnici:
protezione da urti accidentali;
minore esposizione a sabbia e contaminanti;
riduzione delle possibili vie di infiltrazione rispetto alle lunette esterne.
La regolazione avveniva generalmente tramite una seconda corona.
Concetto “Grand Fonds”
Il termine “Grand Fonds” indicava internamente il sistema completo sviluppato da EPSA, comprendente:
- fondello a compressione
- corone a compressione
- lunetta interna girevole
- vetro in plexiglass progettato per deformarsi elasticamente sotto pressione
Nonostante rappresentasse il concetto ingegneristico globale, il nome “Grand Fonds” non venne mai adottato commercialmente su larga scala; nel linguaggio collezionistico moderno, molte di queste casse vengono quindi identificate genericamente come Super Compressor
Una pubblicità dell'epoca (1955) dove veniva menzionato il recupero di una cassa contenente 900 orologi che risultavano perfettamente funzionanti dopo la lunga permanenza in acqua salata.
540 giorni di immersione a 90 metri di profondità
Le casse erano EPSA prodotte da Piquerez.