Le Scale Nei Cronografi
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Il cronografo rappresenta storicamente la prima vera “complicazione” dell’orologio da polso, ovvero una funzione aggiuntiva rispetto alla semplice indicazione di ore, minuti e secondi. Nato con finalità strettamente pratiche, nel tempo è diventato uno dei simboli di prestigio più riconoscibili dell’alta orologeria.
Gli studi sul cronografo nacquero dall’esigenza scientifica e tecnica di misurare il tempo a partire da un istante preciso e determinato.
Questa necessità si affermò tra XVIII e XIX secolo, in piena rivoluzione industriale, quando la misurazione esatta degli intervalli temporali divenne fondamentale in ambito medico, militare, scientifico e produttivo.
Proprio in questo contesto vennero sviluppati i primi cronografi con scale specifiche.
Scala Tachimetrica
Misura la velocità su una distanza determinata

La scala tachimetrica è una delle scale più diffuse e affascinanti presenti sui cronografi. Ha avuto grande successo perché consente di calcolare rapidamente la velocità media di un oggetto in movimento semplicemente misurando il tempo impiegato a percorrere una distanza nota.
Cos’è e come funziona la scala tachimetrica
La velocità è data dal rapporto:
Velocità = Spazio / Tempo
Per poter utilizzare correttamente la scala tachimetrica, è indispensabile che la distanza percorsa sia già nota e corrisponda a quella per cui la scala è stata calibrata.
Nella maggior parte dei cronografi, la scala è tarata su 1 chilometro (oppure 1 miglio nei paesi anglosassoni).
Esempio pratico
Immaginiamo di percorrere una strada con i cartelli chilometrici ben visibili:
Si avvia il cronografo nel momento in cui si supera un cartello.
Si arresta il cronografo al cartello successivo (dopo 1 km).
La lancetta centrale dei secondi indica:
Il tempo impiegato a percorrere il chilometro.
Direttamente sulla scala tachimetrica, la velocità media in km/h.
Se, ad esempio, il chilometro viene percorso in 30 secondi, la scala indicherà 120: significa che la velocità media è stata di 120 km/h.
Il vantaggio è proprio questo: non occorre fare calcoli, la lettura è immediata.
Limiti della scala tradizionale
Con una scala tachimetrica standard calibrata su 1 km, la velocità minima misurabile è 60 km/h.
Perché?
Se si impiega più di 60 secondi per percorrere 1 km, la lancetta supera il giro completo del quadrante e la lettura non è più diretta.
Di conseguenza, questa scala è ideale per:
Automobili
Motociclette
Aerei
Oggetti veloci
Scala Tachimetrica a Spirale

Amez-Droz brevettò una spirale o cosiddetta Scala del Tachimetro a spirale o lumaca (n. 39276) nel 1907, per misurare velocità inferiori ai 60 km/h.
In questo caso:
La scala non è disposta su un solo anello esterno,
Ma si sviluppa in più spire concentriche verso il centro del quadrante.
A seconda del numero di spire, si possono misurare velocità molto basse, anche fino a 5 km/h.
Un esempio tipico di scala a spirale consente letture fino a 20 km/h.
Come si utilizza
La scala a spirale deve essere letta in correlazione con il contaminuti (il contatore dei minuti del cronografo):
Per ogni minuto trascorso, si passa alla spira più interna.
Più il tempo impiegato è lungo, più si leggerà verso il centro del quadrante.
In questo modo è possibile misurare con precisione anche velocità modeste, come:
La corsa di una persona
Il passo di un cavallo
Il movimento di un’imbarcazione
Con l’evoluzione dell’industria automobilistica e aeronautica, le scale tachimetriche divennero anche un interessante indicatore storico:
Anni ’20: scale fino a 300–360 km/h
Anni ’30–’40: fino a 500 km/h
Primi anni ’50: 750–800 km/h
Epoca moderna: fino a 1000 km/h
Questi valori riflettono l’immaginario tecnologico del periodo e possono contribuire alla datazione di un esemplare vintage.
Scala Telemetrica
Misura la distanza da un evento

Impiegati soprattutto in ambito militare, permettevano di calcolare la distanza di un evento visibile ma udibile in ritardo, come un colpo d’artiglieria. Il principio era semplice ma ingegnoso: si avviava il cronografo alla vista del lampo dello sparo o dell’esplosione e lo si arrestava al momento della percezione del suono. Considerando la velocità del suono (approssimata a circa 333 m/s nelle condizioni standard dell’epoca), la scala telemetrica riportava direttamente la distanza stimata.
Scala Pulsometrica
Misura la frequenza del battito cardiaco

La scala Pulsometrica (in questa immagine su scala graduata per 15 pulsazioni) è una scala molto specialistica, presente nei cronografi destinati al settore medico. L'utilizzo era semplice e permetteva di rilevare i battiti del cuore al minuto, effettuando un conteggio sulla base di 10/15/30 pulsazioni (secondo quanto era stata calcolata la base della scala).
Esempio pratico:
Alla percezione del primo battito veniva attivato il cronografo e alla 15 pulsazione veniva arrestato. La lancetta centrale dava subito indicazione delle pulsazioni al minuto del paziente.
Scala Anemometrica
Misura la frequenza respiratoria

Raramente su alcuni cronografi sempre di tipologia medicale, possiamo trovare la scala anemometrica.
Dal greco anemos (respiro), erano utilizzati per misurare la frequenza respiratoria.
La base è solitamente di cinque, vale a dire che si contano altrettante respirazioni, dopo di che, arrestando il cronografo, la lancetta indica direttamente il numero d'atti per minuto. Nell'uso di questa particolare scala è necessario, per ottenere un dato attendibile, contare il primo atto come zero e non come uno, altrimenti il dato risulterebbe falsato.
Anche con la scala pulsometrica bisognerebbe fare altrettanto ma, anche partendo da uno, l'errore che ne deriva è qui privo di significato diagnostico
Scala Calcolatrice
Misura le quantità di pezzi
Misurando il tempo necessario alla produzione di un singolo pezzo, era possibile infatti calcolare con una lettura immediata della scala, la resa al minuto e all’ora della produzione.
IL REGISTRO TELEFONICO
Misura la durata di una telefonata

Leggendo il piccolo contatore dei minuti ad ore tre, possiamo notare la lancetta D e la scala E su base di 30 minuti.
Qui troviamo evidenziata con un tratteggio più lungo la divisione corrispondente al terzo/sesto/nono minuto.
Qiesti valori corrispondevano esattamente alle vecchie unità telefoniche, infatti per molto tempo è stata consuetudine tariffare le telefonate per unità di tre minuti e se si parlava per tre minuti e un secondo, si pagava per sei.
Questo, contestualizzandolo ai tempi, era uno strumento semplice ma molto utile per monitorare con facilità la durata della telefonata.
Più tardi, con il cambiamento delle compagnie telefoniche la marcatura è diventata superflua e non è più stata utilizzata nei cronografi.
CRONOGRAFO CON ORIENTATORE
Indica la direzione Nord

L'orologio è provvisto di una piccola sfera a freccia di colore rosso (E) contrassegnata dalla lettera N (NORD) che compie una rotazione completa nell’arco delle 24 ore in sincronia con le altre sfere regolabili mediante la corona (O).
Per determinare l’orientamento, è sufficiente mantenere l’orologio in posizione orizzontale e ruotarlo finché la lancetta delle ore risulti perfettamente allineata con la direzione del sole. Una volta raggiunta questa posizione, la freccia indicherà con precisione il Nord.
Il segnatempo consente inoltre di intervenire sulla lancetta dei secondi (F). Premendo e ruotando la corona (G) posizionata a sx sulla cassa si mette in movimento, permettendo di sincronizzarla con esattezza, ad esempio in corrispondenza di un segnale orario ufficiale.